Governo Letta, #TifiamoAsteroide per fermare l’inciucio

Cover #TifiamoAsteroideStufi delle solite maggioranze variabili e conseguenti crisi di governo? Se l’unica speranza a cui ormai vi aggrappate per mandare a casa il governo Letta è un evento salvifico, inaspettato e definitivo, tipo catastrofe stellare, state tranquilli: gli eclettici Wu Ming hanno fatto il lavoro sporco anche per voi lanciando un sassolino nello spazio digitale. Sulla Terra il loro appello è ritornato sotto forma di asteroide programmato per annientare il governo dell’inciucio.
#TifiamoAsteroide
è un masso stellare (655 pagine!) fatto di 100 racconti collettivi che hanno tutti lo stesso finale:

“Dopo il boato assordante, con le orecchie che fischiavano, sentivamo ancora quella musica. Dove fino a un istante prima si trovava Enrico Letta, capo del governo di larghe intese, si apriva una spaventosa voragine. Dall’enorme cratere si levavano nubi di fumo nero”.

L’epilogo catastrofico era l’unica condizione a cui ci si doveva attenere per poter mandare il proprio racconto (oltre al limite dei 10 milioni di battute, più o meno l’opera monumentale di Proust Alla ricerca del tempo perduto).

Chi volesse cimentarsi può scaricare il Pdf qui: Wumingfoundation.com.

In due mesi di gestazione, l’appello è datato 6 giugno, ne è nata una vera e propria antologia che è al tempo stesso un esperimento letterario dal punto di vista tecnico e culturale: il malessere latente che sfocia in una sorta di preghiera collettiva perché arrivi un masso spaziale a liberarci dal governo Letta emerge nelle sue più ripugnanti e divertenti sfaccettature, in una sorta di liberazione escatologica.

Dentro c’è il meglio della cultura fantascientifica: da Asimov a Guerre stellari, passando per Matrix e il futuro anteriore de il Pianeta delle scimmie. Senza dimenticare il thriller cospirativo dai vedroidi, coloro che arrivano dalla Fondazione VeDrò di Alfano e Letta. Insomma 100 mondi possibili tra cui è un piacere navigare come in un universo parallelo sicuri che il finale non ci deluderà.

Davanti a cotanta opera dell’ingegno umano, tanto disperato quanto creativo, abbiamo fatto due chiacchere con chi si è trovato tra le mani il materiale grezzo e, con grande fatica, ha dato la prima spinta all’asteroide. Si tratta di Mauro Vanetti, di giorno rispettabile ingegnere elettronico, di notte revisore di racconti.

Come è nata questa raccolta e perché avete deciso di dargli la forma di un ebook?

La nascita è stata del tutto accidentale e arriva dal senso di profondo fastidio che molti di noi provano verso l’attuale situazione politica. Diciamo che nasce da una reazione di pancia all’accordo tra il Pd e il Pdl, ma la volontà è quella di rifletterci sopra. Creare una riflessione è una risposta a un certo ritmo frenetico dei social network. Tutti oggigiorno sono capaci di fare una battuta, più difficile è rifletterci sopra.

La formula del copyleft, in versione elettronica gratuita, era l’unica possibile per realizzare qualcosa in un lasso di tempo così breve. In due mesi abbiamo pubblicato tutti i racconti che ci sono pervenuti, senza censure, in modo più che dignitoso. Abbiamo voluto mantenere la massima apertura, a incominciare dal formato (tante prose e qualche poesia), pur imponendo dei limiti: dal togliere gli errori di ortografia, magari voluti, al finale che tutti dovevano rispettare e che conteneva qualche difficoltà.

Cioè?

Prima di tutto la “musica” che si sentiva. Tanti non ci hanno fatto caso, ma era stata inserita apposta. E poi la prima persona plurale. Tanti hanno incominciato a scrivere e solo alla fine si sono accorti che qualcosa non andava coi soggetti. Così ci abbiamo messo mano noi editor improvvisati.

E come vi siete organizzati per il lancio dell’asteroide? Anche in questo caso il web ha contato molto…

Certo, paradossalmente il fatto di aver scritto il libro in tanti ha fatto sì che unissimo le forze per sollevare il macigno e lanciarlo proprio a ridosso della notte di San Lorenzo.

La catastrofe tanto annunciata però non si è avverata. Cosa vi aspettavate?

E meno male! Perché non volevamo dare una lettura catastrofica. Pensiamo che dalla frustazione non nasca nulla. E’ invece l’idea invece di strutturare qualcosa di organizzato a spingerci verso l’azione.

Nell’intera raccolta la figura di Berlusconi è molto sfumata, ingrigita, come se non fosse più un protagonista della vita politica italiana. E’ voluto?

Si tratta ormai di una retorica superata. La lettura che hanno dato tutti quelli che hanno partecipato alla stesura dei racconti è di un libro contro il Partito democratico. Il Pdl è solo un co-protagonista. Quella di Berlusconi è ormai una figura patetica, è raffigurato come un vecchio con un ruolo minore. Il suo è il ruolo di una comparsa, dovuto anche alla maturazione di una parte politica che non vede più il problema in Berlusconi. Il mostro senza identità è il governo Letta. Un esperimento genetico che ben si presta al ruolo di protagonista negativo.

Se dovessi mandare un messaggio d’avvertimento a Letta cosa gli diresti?

Lo distrarrei, così si può annientarlo meglio!

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