MIRIAM, MOTOCICLISTA ED INTERNAUTA

Una fisioterapista ha mollato tutto per il sogno di una vita: attraversare l’America raccontandosi online


MILANO – Intraprendere un viaggio di 36mila chilometri in solitaria attraversando l’America da sud a nord, non è un’avventura per tutti. Specie se si è deciso di farlo in sella a una moto da enduro. Miriam Orlandi ha messo da parte i dubbi ed è partita. Fisioterapista di 38 anni, appassionata di fuoristrada, un giorno ha detto: «Io parto!». E così ha fatto tre mesi fa, lasciandosi dietro gli amici, il lavoro e i genitori. Percorrerà le strade dall’Argentina all’Alaska a bordo della sua collaudata Bmw R100GS in cerca di uno stile di vita diverso, offrendo cure gratuite alle persone che incontrerà lungo il percorso. Certo gli inconvenienti non sono mancati. La Ruta 40 ha fermato anche lei, rimasta sei ore seduta al vento sulla strada che collega da nord a sud l’Argentina. Prima che la trasmissione della sua moto si rompesse definitivamente, ha deciso di fermarsi e aspettare. Ora, in attesa di ripartire, lavora all’ospedale di Perito Moreno, un piccolo paese sulle Ande argentine, in cambio di tre pasti al giorno.

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NOTIZIE SUL BLOG – Per mantenere i contatti con l’Italia usa internet, collegandosi dai luoghi più disparati. Come la stazione di polizia locale da dove ha lasciato i suoi ultimi post. Tutto merito del blog iopartomiriam.blogspot.com e delle possibilità che offre la Rete. Anche ai giramondo del XXI secolo. «È un modo per portare con me tutte quelle persone che sognano di viaggiare e non possono» spiega Miriam, consapevole di aver rivoluzionato l’immagine del globe-trotter tradizionale: diario di appunti nello zaino e racconto finale tutto d’un fiato. Per lei ogni tappa è l’occasione per fermarsi, scrivere emozioni e risolvere i guai quotidiani. Come quello che l’ha fermata sulle Ande argentine. Se non fosse stato per internet e l’aiuto dei compagni della Rete, il pezzo di ricambio dalla Germania non sarebbe mai arrivato. «Sembra impossibile mollare tutto: i propri genitori, lavoro e comodità per un’ideale. Ma quando si intraprende qualcosa che fa parte della tua natura, tutto viene più facile». Anche mettersi in aspettativa dal lavoro, come ha fatto Miriam.

COMPAGNI DI VIAGGIO – Prima di raggiungere Ushuaia, la città più a sud del mondo, ha deviato per le cascate di Iguazu in Brasile e Melo in Uruguay. Qui c’erano ad aspettarla le suore benedettine, conosciute attraverso ai corsi di educazione stradale promossi per i ragazzi del paese. Come loro, Miriam ha imparato a capire i suoi limiti e affrontare gli imprevisti di viaggio grazie a un corso di fuoristrada per enduro. Nella Terra del Fuoco sta realizzando il sogno di una vita. Un viaggio che non inseguono solo i motociclisti. Per realizzarlo Miriam ha cercato degli sponsor che fornissero l’attrezzatura. Un’opzione che non è piaciuta a tanti motociclisti convinti che viaggiare sia un itinerario intimo da non mettere in mostra. Oltre ai commenti degli invidiosi, sul blog di Miriam c’è spazio per il tifo di tanti amici o semplici appassionati di moto. Un mezzo che «ti muove da un luogo all’altro mantenendoti immerso nel panorama e, così come la bicicletta, serve al viaggiatore per capire i propri limiti e scoprire l’umanità delle persone che si trovano sulla tua strada». Cambiano gli strumenti, ma il viaggio è sempre un incontro. Anche ai tempi di internet.

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