DISCOUNT UNIVERSITA’, 800 EURO PER UNA TESI

«Non hai tempo per la tesi? Chiama subito!». Dall’altra parte della cornetta, Laureificio Italia. In barba al codice penale, che prevede fino ad un anno di reclusione, le bacheche delle università sono piene di annunci ammiccanti. È un’assistenza legale o siamo di fronte al super market delle tesi? Fingendoci laureandi abbiamo chiamato e fissato un appuntamento con il «ghost writer».IL VIDEO – Sotto l’occhio discreto della telecamera nascosta abbiamo condotto una difficile trattativa: «Me la puoi scrivere tu la tesi dall’inizio alla fine?» abbiamo chiesto. «Te la faccio pure rilegare!», è stata la risposta. «Se vuoi fare una cosa furba – spiega il nostro redattore – puoi dire al professore che stai facendo una ricerca sperimentale, una vera e propria indagine di marketing su un’azienda del settore internet». E dove troviamo i dati? «A questo penso io, ci appoggiamo alla mia società». La media sale, il professore è contento e lo studente apre il portafogli. «I primi 100 euro sono per l’accettazione dell’incarico, poi un’altra banconota da cento ogni sezione della tesi: l’introduzione, i vari capitoli e le conclusioni. Totale: 800 euro e non ci pensi più». Ma non c’è il pericolo che il professore se ne accorga? «No, perché io non copio da internet, conosco il sistema per prendere alcune parti in formato pdf ed utilizzare le banche dati ufficiali».

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Foto geerica di laureati

CONTROLLI – Negli Stati Uniti alcune università hanno stipulato dei contratti con società esterne specializzate nel controllo delle tesi. Altro paese, altri budget. Il nostro ghost writer può stare tranquillo, lui sa come evitare questi rischi. Ha esperienza. Gli studenti lo salutano, sorridono, lo ringraziano: «Vedi quel ragazzo laggiù? Gli ho fatto passare l’esonero». Lavora dentro l’università, cammina sicuro per i corridoi. Il passo non ha l’arroganza del professore-barone, ma dell’assistente sfruttato, il suo stipendio sarebbe di poche centinaia di euro nonostante i titoli ed i meriti accademici. E allora si è messo in proprio, ogni sessione almeno quattro laureandi devono dirgli «grazie» e consegnare qualche centinaia di euro. «La tesi sarà pronta tra un mese», dice con tono professionale. Come fa in così poco tempo? «Non ti preoccupare, i professori neanche la leggono. Ormai la tesi non vale più molto».

DISCOUNT – Ha ragione il nostro ghost writer. Anche il mercato (nero) se n’è accorto. Quando nel 2001 il procuratore di Urbino Claudio Coassin tentò di far luce sul mercato delle tesi, scoprì che il prezzo da pagare si aggirava intorno ai 10 milioni di lire. Oggi bastano 800 euro per fregiarsi del titolo di dottore. Ma se l’università è diventata un discount, il mercato del lavoro è diventato diffidente nei confronti dei laureati: solo il 53% degli ex studenti lavora ad un anno dalla laurea, il 38% ha un contratto stabile
(-8% rispetto a cinque anni fa). Lo stipendio medio, sempre ad un anno dalla laurea, raggiunge appena i 1.000 euro, il 5,6% in meno rispetto al 2001. Adam Smith aveva ragione: la domanda e l’offerta coincidono. Ci si laurea con lo sconto. E gli stipendi sono sempre in saldo.

di Vittorio Romano, Mirko Nuzzolo, Laura Bellomi, Gioia Reffo e Daniele Meloni
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